Palazzo Donn’Anna Napoli
di Testi di La Capria Donatella Mazzoleni Gino Doria Giancarlo Alisio - 13 luglio, 2009, 5:47 pm
Dalle lunghe fughe di sale vuote protette dalle mura corrose di tufo giallastro; crivellato di nicchie vuote e finestre cieche; gli archi aperti sul golfo, le grotte invase dall’acqua, il chiaroscuro della facciata scavata dalla brezza e dal salmastro assume significativamente l’aspetto di una rupe o di uno scoglio emerso…questo esser a metà tra la Storia e la Natura è anche il segreto contrasto dell’anima dei napoletani.
E’ un palazzo storico della città di Napoli, massiccio ed arcigno,[1] con tale varietà di aperture e diversità di perimetri del muro maestro dal livello ultimo a quelli più alti che ad esso è conferita la tipica forma architettonica sospesa tra l’impossibile compiutezza e la scenografia adattabile a qualsiasi interpretazione.
Sorto sulla frastagliata costa occidentale della baia partenopea, ancorato ed adagiato ai piedi dell’area collinare di Posillipo, a strapiombo sul mare, da sempre in stato di precarie condizioni nonostante sia ben curata la facciata esterna con un numero considerevole di anfratti terragni aperti ai marosi, è esso opera incompiuta di Cosimo dei Fanzago poi affidato nella prospettiva del Palazzo di sua Eccellenza di Posillipo all’architetto Viviano Codazzo mai terminato causa la prematura scomparsa della committente, Donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Núñez de Guzmán favorito duca di Medina, favoritissimo del seguito del duca Olivares a sua volta favorito da re Filippo IV, il quale non seppe non trascinar nella sua imperiosa caduta anche il beniamino Núñez e fuggir con esso a Madrid lasciando sua moglie a Napoli.
La condizione di quest’ultima rovinò nel disprezzo del popolo napoletano contro lo stato maggiore della nobiltà fuggita altrove, fatto che costrinse Donn’Anna Carafa a riparare nella residenza di famiglia a Portici ove lì morì.
Edificato sulla preesistenza di Villa Serena datata XV secolo di proprietà della famiglia dei Bonifacio di Napoli poi passato per un periodo relativamente lungo alla famiglia dei Conti dei Ravaschieri tra i quali si ricordano i lotti agricoli di sua proprietà al Poggio delle Mortelle, fino agli estesi terrazzamenti della Contrada delle Celse, l’omonimo Palazzo a riva di Chiaia e Pizzofalcone e la Cappella Ravaschieri al Gesù Nuovo di Napoli, e da questi il Palazzo in seguito passato alla famiglia dei nobili Stigliano che del posseduto se ne avvalsero per soli 80.000 ducati; edificio di tarda costruzione barocca venne poi ammesso al lotto cospicuo degli immobili appartenuti ai Carafa negli anni 1555 e 1559 tra cui si ricordano il possente edifico al quartiere Stella e il palazzo Diomede dei Duchi di Maddaloni all’imbocco su Spaccanapoli.
Muove i suoi muri su tre ordini separati da un alternarsi di nicchie e balconi sovrapposti da lesene listate al piano inferiore.
C’è stata una prima e parziale opera di ristrutturazione dell’edificio datata 1711 a spese del marchese di Teora, Carlo Mirelli, marito di Giuseppina Maddalena dei Conti Carafa dinastia dei Principi di San Lorenzo così come ricordato dall’iscrizione sulla lapide posta sul grande arco della facciata del mare.[
Il mare costituisce lo sfondo della scena teatrale allestita tra le tre arcate al primo piano del prospetto principale. Parte dell’invaso coperto a volta era ricavato nel tufo opportunamente lavorato; sul alto opposto alle arcate il teatro di scena era schermato da una parete conformata dai motivi della serliana attraverso i quali era ed è tutt’ora possibile osservare il canale marino che s’insinua sotto la costruzione.
I motivi della serliana, indubbiamente presenti nel disegno originario vengono tradotti anche sulle pareti laterali con semplici rilievi di stucco; alcuni degli anzidetti rilievi specie sulla facciata del mare son smussati e alleggeriti da terrazzi aperti allo scorcio della Baia a Sud di Capoposillipo ove esso stesso s’offre alla vista grazie ad una stradina sterrata che lo collega all’asse del Centro città.
Il periodo in cui Francesco Mirelli erede dei conti di Teora affidò il manufatto a Mattia Durante, il palazzo subì notevoli trasformazioni danneggiandolo non poco in stabilità delle cornici mistilinee lungo i perimetri delle arcate superiori.
Tra il 1823 e il 1857 l’edificio venne ceduto a Vincenzo Nelli, cristalliere, il quale non senza e non prima d’averne ripensata la funzione primitiva delle sale vi installò un laboratorio artigianale dei cristalli; lo stesso Nelli cederà la proprietà alla Società italiana di Costruzioni, fallita la quale, l’edificio storico finì per esser oggetto di un grandioso progetto del banchiere torinese Geisser. Ma in realtà il grande albergo non nascerà in luogo della fattispecie di una casa albergo con locali affittati ai pescatori di corallo di Portici e Torre del Greco. Periodo in cui si registra lo sfondamento di una parte del muro di facciata dell’ultimo piano onde ricavarci una terrazza per ospitare i tavoli di una trattoria rimasta aperta fino al 1910. A parte l’uso di alcuni locali secondari in fonderia per i bossoli delle armi di capitanata, il cortile di questo stabile, l’unico, visibile anche negli acquerelli di inizio Novecento di Giovanni Ellero, un tempo proprietà del Comune di Napoli, fu per lungo tempo adibito a stalla per i muli da traino nella conduzione della tramviaria.
Luigi Genevois la comprò in un incanto disposto dalla Banca d’Italia che ne detenne senza sfruttarne la proprietà dando mandato all’architetto Salvatore Guglielmo Giordano la ricostruzione dei locali prospiscienti la quota collinare di Posillipo; il progetto di salvaguardia dei locali comunque adibiti alle residenze nobiliari passò nelle mani dell’architetto Adolfo Avena, Soprintendente ai Monumenti per la Campania poi per difficoltà contingente alle posizioni di stile del primo e del secondo architetto la mano passò all’ingegnere Leopoldo Brancaccio; medesimo non riuscì a veder realizzata l’opera.
Il palazzo Donn’Anna, dopo la compravendita dei Colonna di Paliano venne definitivamente frantumata in più locali da destinarsi a diversi usi, fatto che determinò la cessazione per sempre del processo di rinascita del complesso.
Spazio note
(1) [I *palazzi di Napoli / Gino Doria ; a cura di Giancarlo Alisio ; con un saggio di Gèrard Labrot. - Napoli : Guida, 1986 (Ercolano : La Buona stampa) pag. 162 il palazzo medesimo è anche detto Palazzo della regina Giovanna la mandante dell'assassino del suo amante Sergianni Caracciolo sepolto nella Cappella della natività della Vergine in San Giovanni a carbonara di Napoli; si dice che in questi spazi di Palazzo la regina concedeva volentieri molto del suo tempo a chissà quali messe nere. I versi in epigrafe: *Palazzo Donn'Anna : la memoria immaginativa Raffaele La Capria ; acquerelli di Giovanni Ellero. - °Napoli] : Electa Napoli, °2004]. – 64 p. : ill.;]
(2) [ Famiglia Mirella de' Principi di Teora Conti di Consa e Marchese di Calitri. Diplomi angioini argonesi ed austriaci tradotti dal Grande Archivio di Napoli]
Elementi bibliografici per queste voci
Testo a stampa (moderno) Monografia CFI0594686 Descrizione *Palazzo Donn’Anna : la memoria immaginativa / Raffaele La Capria ; acquerelli di Giovanni Ellero. – °Napoli] : Electa Napoli, °2004]. – 64 p. : ill.; 21 cm. ISBN 8851001928 Autore secondario Ellero, Giovanni <1871-1958> Autore La Capria, Raffaele Soggettario Firenze Napoli – Palazzo Donn’Anna Luogo pubblicazione Napoli Editori Electa Napoli Anno pubblicazione 2004
Palazzo Donn’Anna / Furio Rèndine ; Enzo Bonagura. – Napoli : Edizione Musicale Rèndine, 1952. Solo versi erelli di Giovanni Ellero. – °Napoli] : Electa Napoli, °2004]. – 64 p. : ill.; 21 cm
Il tema della domenica : Palazzo Donn’Anna a Posillipo di Gaetano Esposito : Galleria Nazionale d’Arte Moderna, domenica 11 marzo 2001, ore 17 / a cura di Mario Ursino. – [S. l. : s. n., 2001]. – 1 pieghevole (4 p.) : ill. ; 30 cm
Leggende napoletane : libro d’immaginazione e di sogno ; Piccole anime / Matilde Serao ; con un cenno bio-bibliografico sull’A. a cura di Achille Macchia. – Napoli : T. Pironti, 1911. – VIII, 112 p. ; 19 cm.
Stampa Monografia NAP0501559 Carta Bianco e nero Litografia, Non applicabile Descrizione *Restes de la maison de D. Anna Carafa à Pausilype / A. Papandrea dess. ; G. Gigante pin. ; Lit. delle Due Sicilie. – Napoli : Lit. delle Due Sicilie, Largo Cappella a Chiaja, [18..]. – 1 stampa : lit. ; 134×200 mm. Disegnatore Papandrea, Antonio
Testo a stampa (moderno) Monografia LO10520231 Descrizione *Palazzi di Napoli / Donatella Mazzoleni ; fotografie: Mark E. Smith ; contributo di Ugo Carughi. – Venezia : Arsenale, [1999]. – 323 p. : ill. ; 33 cm. ((In custodia. ISBN 887743219 Collana I grandi libri Autore secondario Carughi, Ugo Smith, Mark E.
Testo a stampa (moderno) Monografia NAP0349353 Descrizione I *palazzi di Napoli / Gino Doria ; a cura di Giancarlo Alisio ; con un saggio di Gèrard Labrot. – Napoli : Guida, 1986 (Ercolano : La Buona stampa). – 244 p. : ill. ; 31 cm. Autore secondario Alisio, Giancarlo Labrot, Gérard
Libretto di Musica Monografia MUS0324091 Descrizione *Guglielmo d’Aquitania : dramma sacro in tre atti / di Ignazio Maria Mancini ; revisione e adattamento di Corrado Pavolini ; musica di G. B. Pergolesi ; elaborazione di Riccardo Nielsen. Da rappresentarsi in Siena al R. Teatro dei Rozzi durante la Settimana Musicale il 19 settembre 1942. – Siena : a cura dell’Accademia Chigiana, 1942. – 38, [1] p. ; 17 cm. ((A p. 7-8: Avvertenza. – A p. 9: indicazioni di responsabilità, personaggi ed interpreti. – Prima rappresentazione con il titolo Li prodigi della divina grazia nella conversione di S. Guglielmo duca d’Aquitania: Napoli, Convento di S. Agnello Maggiore, estate 1731 (cfr. Nrew Grove 2001). Editore Accademia musicale chigiana Arrangiatore Pavolini, Corrado Compositore Pergolesi, Giovanni Battista Curatore Nielsen, Riccardo Direttore di orchestra Galliera, Alceo Interprete Cassinelli, Antonio Voyer, Giovanni Sassanelli, Mattia
Testo a stampa (moderno) Titolo Analitico NAP0463565 Descrizione *Giacosa, Verga e la Serao nel carteggio d’un vecchio editore / Domenico Bulferetti. ((Contiene: Lettere di Giuseppe Giacosa, di Giovanni Verga, di Antonio Fogazzaro, di Matilde Serao, di Pietro Cossa, di Giovanni Camerana a Francesco Casanova. Fa parte di La fiera letteraria : giornale settimanale di lettere, scienze ed arti , (1928), n. 22, p. 3 Autore Bulferetti, Domenico
Testo a stampa (moderno) Monografia NAP0178166 Descrizione La *leggenda di Napoli / Matilde Serao. – Napoli : F. Perrella, 1906. – 230 p. ; 20 cm. BNI 1907 1471
Testo a stampa (moderno) Monografia NAP0140673 Descrizione *Leggende napoletane / Matilde Serao. – Modena : E. Sarasino, 1891. – XVI, 272 p. ; 17 cm. Autore Serao, Matilde Luogo pubblicazione Modena Editori E. Sarasino Anno pubblicazione 1891
Testo a stampa (moderno) Monografia NAP0082098 Descrizione *M. Serao E. Scarfoglio : un’unione tempestosa tra libri giornali scandali debiti e adulteri / Giampaolo Infusino ; prefazione di Luca Torre. – [Napoli] : Luca Torre, 1994. – XI, 203 p. : ill. ; 19 cm. Autore secondario Torre, Luca Autore Infusino, Giampaolo Soggettario Firenze SCARFOGLIO, EDUARDO E MATILDE SERAO SERAO, MATILDE E EDUARDO SCARFOGLIO Luogo pubblicazione Napoli Editori Luca Torre Anno pubblicazione 1994
Google Maps
Visualizzazione ingrandita della mappa
I commenti sono chiusi.
Nessun commento ancora.