Napoli: Borgo dei Vergini

di - 6 luglio, 2009, 6:38 pm

E’ il Borgo dei Vergini, [1] popoloso quartiere di Napoli, municipalità della Stella San Carlo all’Arena, sul fianco sud di Largo delle Pigne ai piedi del quartiere della Stella porzione di territorio lato mare a Sud del Rione Sanità di Napoli, a ridosso del promontorio dell’Anticaglia ad esso più vicino.

Resta tutt’oggi l’unico punto di riferimento urbano per un’effettiva localizzazione topografica del borgo,[2] con ingresso dato da Via Foria nel momento dell’incrocio di questa con via Duomo.

Cinto dalle colline dei Miradois, della Stella, Materdei, Scudillo e Capodimonte protetto a sud da un lotto abitativo separato e sorto sulle spoglie di un’anitca arciconfraternita detta dei Crociferi, l’avamposto assume il toponimo di Borgo delle Crocelle iniziando da uno sviluppato mercato di rione e termina per l’estensione di un’arteria viaria, la quale via a via serpeggiando s’inoltra verso chiese e borgate interne lungo il fianco collinare della città fino ai declivi più accentuati dei Pirazzoli, dei Cagnazzi, Cristallini, sulla strada per le Cave oggi sede del Cimitero delle Fontanelle, il nosocomio di San Gennaro dei Poveri e le catacombe omonime.

Oltre anche ai varchi laterali adiacenti la piazza Camillo Benso conte di Cavour ed un articolato numero di vicoli e vicoletti che costeggiano il vallone più interno al Borgo medesimo.[3]

Alla stregua di una sacca isolata dalle dinamiche urbane della restante città di Napoli e dalle sue alternate vicende storiche, Borgo Vergini è la somma di vari comparti afferenti l’uno all’altro ai diversi speroni o salti di quota o anche vere e proprie colline che cingono un fossato di ben più ampie dimensioni rispetto al termine stesso di fossato.

Una quantità minima urbana sviluppatasi su un fondo valle naturale, con fluidità omogenea, composta da più isolati dotati di carattere storico e geomorfologico ognuno diverso nel pieno rispetto di un unico sorgente storico che trova il suo culmine ora nelle antichissime pratiche di inumazioni religiose, ore nelle pie opere assistenziali della più tarda antichità.

Il Borgo dei Vergini è di per se stesso una zona residenziale, popolosa e chiassosa esasperata dallo svilupparsi di un’area a crescente misura edilizia sorta dalle recenti e moderne acquisizioni delle tecniche di fondazione ancora influenzate dal Risanamento classe 1975 e perfettamente implementate nel tessuto urbano composto in prevalenza da unità abitative sette, ottocentesche; andata perduta la rassegna delle unità precedenti il XVII causa lo sventramento dei quartieri bassi operata per Regio decreto di Gioacchino Murat e per la rettifica di Via Foria in collegamento con la strada per la Reggia, la nota sul Campo di Marte e corso Napoleone (oggi Corso Amedeo di Savoia).
Restano invece ancora insediati dalla popolazione stabile le cave pendenti gli speroni tufacei di forma, dimensione e qualità rupestre ottenute in spazi vitali ed adattate ad unità abitative di tipo residenziale.

Tutto quanto il borgo è oggi contestualizzato oltre che dalle monumentali chiese di Santa Maria dei Vergini e la chiesa dei Padri missionari Vincenziani opera del Vanvitelli, particolare attenzione anche per la chiesa sconsacrata di Santa Maria Succurre Miseris sede un tempo della Compagnia Bianchi della Giustizia, anche da palazzi e case storiche non antecedenti il Seicento napoletano.
Delle strutture preesistenti non resta niente: tutto distrutto dall’incuria del tempo e delle avvicendate amministrazioni comunali; delle fortificazioni quattrocentesche di tipo angioino nemmeno a parlarne; tutto distrutto dalla furia saracena e dalla scorribande longobarde.

Una compatta cortina di fabbriche a destinazione di abitazione popolari caratterizza per il intero l’addentrato vallone detto della Sanità ai piedi della collina di Fonseca, centrato dalla vasta specularità della chiesa di San Vincenzo Ferrer opera del domenicano fra’ Nuvolo qui conosciuta come chiesa del monacone, mentre per esteso essa è la chiesa Basilica di santa Maria alla Sanità, chiesa dalla quale succorpo vi è l’accesso alle catacombe di San Gaudioso.
La chiesa come per latro tutta la zona adiacente, ivi compreso anche il palazzo san Felice, restano disegno forzato di un’architettura urbana diversa dai sorgenti più spontanei dei vicini comparti, ripresi per fasto e per bellezza architettonica nella zona detta delle Fontanelle a partire dall’impervia salita ”dell’imbrecciata” conosciuta dal napoletano come ”micciatella”

Alle pendici della collina dello Scudillo e di Capodimonte giacciono collocate tra isolati stretti e lunghi, sugli antichissimi condotti viari tracciati dalle millenarie alluvioni, le costruzioni moderne di fabbricati ad uso residenziale per gli stanziali della Città, avente il proprio culmine in San Gennaro dei Poveri, area più volte ristrutturata ed anche ampliata a partire dal XVI e XVII secolo.
Un tempo dall’Ospedale, sul fondo del cortile centrale e dal succorpo dell’omonima chiesa vi si accedeva alle catacombe di San Gennaro da varchi laterali afferenti agli ingressi tutt’ogg aperti presso la chiesa di Maria Santissima del Buon Consiglio al regresso di Capodimonte.
Versano in totale stato di abbandono le due cappelle rispettivamente di Maria Santissima rifugio dei Peccatori e Maria Vergine Addolorata.
In ultimo il comparto detto delle Fontanelle, niente di più di un casale se si escludono le diverse manomissioni e le superfetazioni di costruzioni abusive del diciannovesimo secolo. Sorge ai piedi della collina di Materdei e fino anche alla retrostante valle la quale non ha mai avuto un nome e dalla quale per secoli si è lavorato all’estrazione del tufo.
Un agglomerato di abitati e sottoabitati, questi ultimi spesso ricavati come piccoli empori, ruotano attorno al suo nucleo più antico: la chiesa di Santa Maria della Vita, fondazione d’opera datata 1577 sulle restanti mura della Cappella San Vito.
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Spazio note

(1) Estratto da: [5]: *Stella, Vergini, Sanità / Italo Ferraro. – Napoli : Oikos, [2007]. – CIV, 551 p. : ill. ; 31 cm. ISBN 9788890147807 Fa parte di Napoli : atlante della città storica , 5 Autore Ferraro, Italo Soggettario Firenze NAPOLI – Rioni e quartieri – Urbanistica Luogo pubblicazione Napoli Editori Oikos Anno pubblicazione 2007 e da: Archivio di Stato di Napoli
Borgo dei Vergini probabilmente dall’insediamento antichissimo delle colonie greche dette eunostidi adoratori di Eunosto dio della Temperanza, comunità dell’Egeo in formazione compatta e fortemente patriarcale, accorti praticanti di inumazioni, sepolture e imbalsamazioni; costoro per carattere proprio delle religione dei misteri peculiare dei greci antecedenti l’avvento di Platone, obbedivano al comandamento dato loro di star lontano dalle donne, appunto per questo detti anche Vergini
(2) Borgo Vergini a partire dal 1975 nell’ambito europeo delle promulgazione della Carta del Patrimonio potenzialmente entra nel novero della salvaguardia attivando di sistema le scienze del restauro ad assumere un atteggiamento definito in seguito alle dichiarazioni di Amsterdam ”di conservazione integrata” a partire dalla sua genesi e via a via proseguendo in una ricognizione continua ed attenta delle aree di emergenza.
(3) Osservatorio Permanente per la Protezione dei Beni Culturali ed Ambientali in Area di Crisi” dell’I.S.Fo.R.M

Elementi bibliografici voce “borgo dei Vergini”

Le fonti concordano tutte sulla voce Borgo dei Vergini in Napoli e riportate senza variazioni di rilievo dalla maggior parte a partire da G. C. Capaccio (1634, p. 140) e da P. Sarnelli (p. 103). Vedi, anche, Parrino 1788, p. 41; Galanti 1829; Sasso 1856, pp. 349-350; Celano, Chiarini 1856, p. 402; Galante 1872, pp. 305-316; Dal Bono 1876, 490.


Il Borgo dei Vergini : Storia e struttura di un ambito urbano / a cura di Alfredo Buccaro ; prefazione di Giancarlo Alisio. – Napoli : CUEN, [1991]. – 388 p. : ill. ; 24×22 cm.

Il Borgo dei Vergini. - Napoli : Laurenziana, 1981. – 115 p. ; 21 cm.

Una chiesa del ’500 : S. Maria dei vergini in Napoli : storia ed arte. – Napoli : [s. n.], 1991 (Napoli : Tip. Laurenziana). – 56 p. ; 19 cm.

Il Palazzo dello Spagnuolo ai Vergini in Napoli / Giovanni Costa. – Napoli : Societa Editrice Napoletana, [1979]. – 102 p., [7] c. di tav. : ill. ; 24 cm.

I preti della missione e la casa napoletana dei Vergini / a cura di Giuseppe Fiengo e Franco Strazzullo. – Napoli : Arte tipografica, [1990]. – 300 p. : ill. ; 25 cm.

Proposta di metodologia per disegnare, leggere, vedere il rilievo architettonico : la via dei Vergini nel centro storico di Napoli / Cesare Cundari. – Napoli : ?s.n.?, 1979 (Napoli : Tagliafierro). – 133 p. : ill. ; 28 cm .

Stella, Vergini, Sanità / Italo Ferraro. – Napoli : Oikos, [2007]. – CIV, 551 p. : ill. ; 31 cm. (2)
Elementi bibliografici voce: “Palazzo dello Spagnuolo”

Il Palazzo dello Spagnuolo ai Vergini in Napoli / Giovanni Costa. – Napoli : Societa Editrice Napoletana, [1979]. – 102 p., [7] c. di tav. : ill. ; 24 cm.
Leggi un articolo di Roberto Magno sul Palazzo dello Spagnuolo.

Come raggiungere il borgo dei Vergini


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Categorie : Borghi rioni e quartieri


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