Chiesa di San Giovanni Maggiore di Napoli

di - 13 luglio, 2009, 4:12 pm

E’ una chiesa di Napoli oggi inglobata nel fitto edilizio del Sedile di Porto, con facciata prospisciente l’omonimo emiciclo sul quale si apre anche il Palazzo Filomarino, adagiato su di uno sperone di roccia ai limiti del Borgo al Cerriglio, nell’antichissimo tracciato detto della Ripa. E’ di giurisdizione alla vicinissima chiesa di Santa Maria dell’Aiuto.

Afflitta dai gravissimi dissesti alla struttura dal terremoto del 1980 e benché in minima parte anche dal sisma del febbraio del 1981, è stata oggetto di recupero architettonico avviato dall’Arcidiocesi di Napoli fin da subito e solo nel gennaio del 2012, col contributo del Comune è stata restituita alla città in occasione della Giornata Italiana della Memoria sulla Shoah a Gennaio del 2012.

La storia del monumento è segnata da gravi dissesti della struttura per cause naturali e accidentali, come terremoti e incendi, a cui si è aggiunto il reiterato vandalico saccheggio sui beni mobili dovuto alla lunga chiusura al culto del monumento.

Da circa trent’anni, tuttavia, è stato realizzato un programma di recupero della Basilica da parte delle Soprintendenze napoletane – l’Archeologica, l’Architettonica, quella ai Beni storico- artistici ed etnoantropologici -, che ha permesso di ricomporne, in linea generale, i tratti peculiari, sia dal punto di vista architettonico che storico- artistico.

In tutti gli interventi conservativi si è posto il problema metodologico di scegliere, tra le numerose stratificazioni, la facies da conservare. Le complesse modifiche intervenute nei secoli sedicesimo, diciassettesimo, diciottesimo e diciannovesimo ne hanno infatti alterato in maniera irreversibile l’aspetto paleocristiano, e conservato scarse tracce di quello medioevale e barocco, e pertanto a causa dell’eterogeneità degli stili architettonici e delle superstiti testimonianze artistiche, i vari restauri sono stati effettuati nel rispetto delle emergenze di singole zone e di singoli oggetti.

I lavori principali, eseguiti fin dal 1978 sono stati: rimozione del tetto originale, sostituito e completato con l’attuale controsoffittatura in legno; consolidamento e restauro dell’abside e dell’intradosso della volta di copertura; campagne di scavo archeologico documentate da rilievi grafici e fotografici; consolidamento del piano ipogeo e delle volte di copertura dello stesso; consolidamento della cupola; restauro delle pertinenze decorative, degli altari e sculture in stucco ed in legno del Cappellone del Crocifisso, dei dipinti murali, delle lapidi e dei monumenti funerari terragni ed a parete nelle cappelle laterali; recupero dell’intera decorazione parietale a fintomarmo, presumibilmente risalente alla fine del XIX secolo; restauro dei ben mobili; restauro della Congrega del LXVI Sacerdoti, della Congrega del SS. Sacramento e dell’ambiente a destra dell’abside.

Allo stato delle cose i lavori nella Basilica possono considerarsi in larga misura conclusi, sebbene rimangano ancora delle zone del monumento da mettere definitivamente a punto e che si auspica possano essere completate a breve.
Il D’Engenio univocamente al De Lellis assicura sulla base di scritture private, mai date alle stampe, quindi probabilmente espunte dai memorandum sulle Cancellerie angioine ed aragonesi dell’Archivio di Stato al Monastero dei Santi Severino e Sossio, che la chiesa di San Giovanni Maggiore sorge sulle vestigia di una prima forma di tempio pagano, individuato con la locuzione secentesca di tempio dedicato ai falsi numi, fondato dal gruppo più vicino all’imperatore Adriano Augusto di stanza sulla Baia di Napoli, ivi residenti in avamposto ai ninfei imperiali di Matromania e dell’Arsenale sull’isola di Capri. E nel tentativo medesimo di dar retta a quest’ipotesi che è verosimile credere sia stata eretta in posizione favorevole al panorama libero sulla destra del portale che si poteva godere fino alla fine del Seicento, aperto sulla baia, con a Ponente il sistema delle isole destinate a dimora degli ultimi imperatori di Roma.
Successivamente si è posta la tesi secondo cui, la chiesa sia stata rigenerata sacra a San Giovanni il Battista e la Santa Lucia Vergine e Martire per volere di Costantino il Grande e sua figlia Costanza all’avvento nell’episcopato napoletano del Rito romano su quello greco, in luogo del dominio della Chiesa di Roma da esercitare sulle terre a Sud dell’Italia citeriore contro l’insediamento disperso dei Normanni forti dell’esperienza della Chiesa di Bisanzio.
Antonio Caracciolo, a testimonianza della effettiva dimensione della fede petrina del popolo napoletano, la indica nel suo documento sui monumenti sacri di Napoli fondata dallo stesso Adriano, pietoso assai verso la nuova comunità di seguaci di Cristo, non come tempio pagano, bensì come autentica chiesa romanica dedicata a Cristo il Salvatore del Mondo sedente tra gli Apostoli com’era d’uso a quei tempi.
Nel tempo, così come si legge in un’epigrafe, la chiesa venne fin dal suo nascere rifatta dal suo commendatario arcivescovo Marzio cardinal Ginetti antichissima, di nobilissima memoria dell’estinta famiglia dei Cangiano, sepolta in questa chiesa riveduta e legata primariamente alla suggestiva teoria delle reliquie costantiniane, fatte notare dal De Lellis nel legno della Croce, una spina della Corona, un pezzo della spugna che di fiele e d’aceto ha abbeverato il Cristo sofferente sulla Croce, un osso della gamba di San Filippo l’Apostolo, un pezzo del cranio di San Mattia, un dente molare di San Giovanni Battista, un occhio di santa Lucia Vergine e martire,, un pezzo di osso di San Lorenzo martire, e di Sant’Elisabetta, di San Leone papa, di San Sabino, del sangue di San Zaccaria,, reliquia di san Simone,, del sangue d’Isaia profeta,, reliquie di san Giovanni papa primo, de’ santi Cosma e Damiano, di sant’Antonio Abbate, di san Bonifacio, di san Christoforo, di santa Vincenza Donati, di san Zenone martire, di san Pancratio martire, di san Festo martire,, una pietra con la quale fu lapidato santo Stefano, il freno e le redini di san Giorgio, il sangue di santa Colaramones vergine e martire, un velo usato dalle proprie mani di santa Margherita e un dente di san Fortunato martire. Oltre all’antichissimo ritratto di Gesù affisso in Croce tema di numerose grazie dispensate all’adorazione dell’effige un tempo esposta in una cappella a mano destra dell’altare.

Elementi bibliografici per queste voci

Testo a stampa (moderno) Titolo Analitico NAP0388662 Descrizione *Di un’epigrafe greca scoverta nella chiesa di S. Giovanni Maggiore in Napoli / Antonio Sogliano Fa parte di Archivio storico per le province napoletane , A. 1 (1876), p. 565-569. Autore Sogliano, Antonio Soggettario Firenze Iscrizioni greche – Napoli – San Giovanni Maggiore


Testo a stampa (moderno) Monografia NAP0404331 Descrizione Le *Chiese della parrocchia di San Giovanni Maggiore in una descrizione di meta Ottocento / Emilio Ricciardi. – Napoli : Sebezia Edizioni, 2006. – P. 135- 158 ; 25 cm. ((Estr. da: Scrinia, rivista di archivistica, paleografia, diplomatica e scienze storiche. A. 3. – n. 2 (luglio 2006) Autore Ricciardi, Emilio Luogo pubblicazione Napoli Editori Sebezia Edizioni Anno pubblicazione 2006

Testo a stampa (moderno) Monografia SBL0483153 Descrizione La *basilica di S. Giovanni Maggiore in Napoli e la sua insigne collegiata / pel sac. Giulio Gagliardi. – Napoli : società in accomandita A. Bellisario e c. [etc.] , 1888. – XVI, 245 p. ; 26 cm. Autore Gagliardi, Giulio Soggettario Firenze Napoli – San Giovanni Maggiore Luogo pubblicazione Napoli Editori società in accomandita A. Bellisario e c. [] Anno pubblicazione 1888

Testo a stampa (moderno) Monografia NAP0122869 Descrizione La *Basilica di S. Giovanni Maggiore / Gennaro Borrelli. – Napoli : [Tip. Editrice Glaux], 1967. – 104 p. [32] c. di tav. ; 24 cm. Autore Borrelli, Gennaro Soggettario Firenze Napoli – San Giovanni Maggiore Altri titoli Altro titolo La Basilica di San Giovanni Maggiore. – Luogo pubblicazione Napoli Editori Tip. Editrice Glaux Anno pubblicazione 1967

Testo a stampa (moderno) Titolo Analitico NAP0422234 Descrizione Il *Palazzo di Fabrizio Colonna a Mezzocannone. Pagine della storia di Napoli studiata nelle sue vie e nei suoi minumenti. Pt. : Il Palazzo nel sec. 15.. I Pappacoda e gli Orsini / Bartolomeo Capasso

G. Traversi a Napoli e presenza di D. A. Vaccaro in S. Maria dell’aiuto dei coltrari di seta (1783-1750) / Vincenzo Rizzo

Testo a stampa (moderno) Monografia UFI0202364 Descrizione L’*architetto Nencioni Dionisio di Bartolomeo : (1559-1638) / Mario Borrelli. – Napoli : AGAR, 1967. – 211 p., [2] c. ; 25 cm.
Testo a stampa (moderno) Titolo Analitico NAP0422234 Descrizione Il *Palazzo di Fabrizio Colonna a Mezzocannone. Pagine della storia di Napoli studiata nelle sue vie e nei suoi minumenti. Pt. : Il Palazzo nel sec. 15.. I Pappacoda e gli Orsini / Bartolomeo Capasso

G. Traversi a Napoli e presenza di D. A. Vaccaro in S. Maria dell’aiuto dei coltrari di seta (1783-1750) / Vincenzo Rizzo

Testo a stampa (moderno) Monografia UFI0202364 Descrizione L’*architetto Nencioni Dionisio di Bartolomeo : (1559-1638) / Mario Borrelli. – Napoli : AGAR, 1967. – 211 p., [2] c. ; 25 cm.

Bibliografia antica. Le Monografie

Testo a stampa (antico) Monografia NAPE022725 Descrizione Ioannis Lodouici Viuis Valentini *De Europae dissidijs, & Republica Ad Adrianum 6. Pon De tumultibus Europæ. Ad Henricum 8. Angliæ regem de rege Gallię capto. Ad eundem De regni administratione, bello, & pace. De Europae dissidiis et bello Turcico. Isocratis Atheniensis Areopagitica oratio de rep. atheniensi. Eiusdem Isoctatis] adiutoria oratio siue Nicocles de monarchia viue interprete ad Thomam cardinalem Angliæ. - (Brugis : typis Huberti de Croock, 1526 mense decemb.). – LXXII c. ; 8º. ((Rif.: Copac. – Segn.: A-I⁸. – Tit. entro cornice architettonica xil. – Nel tit. i numeri sono espressi in cifre romane. – Forme contratte nel tit. Autore Vives, Juan Luis Autore secondario Isocrates Editore Croock, Hubertus : de Autore Vives, Juan Luis Possessore precedente Convento di San Domenico Maggiore Impronta ent, o-eu t,a- ctdo (3) 1526 (R) Anno pubblicazione 1526


Testo a stampa (antico) Monografia LIAN037261 Descrizione *Confutazione chiarissima della Scrittura… data ultimamente alle stampe dal magnifico avvocato D. Francesco Peccheneda a pro degli Eddomadari contro alla Collegiata insigne di San Giovanni Maggiore… . – Napoli : Stamp. di G. Migliaccio, 1774. – 29 cm., CCXCIII, [5] p. Luogo pubblicazione Napoli Anno pubblicazione 1774

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