Chiesa di Santa Maria dei Vergini a Napoli

di - 11 maggio, 2009, 2:32 pm

E’ una chiesa di Napoli, parrocchia appartenente al secondo decanato dell’ Arcidiocesi nel cuore del Borgo dei Vergini.
Espleta le principali e organizzate funzioni liturgiche aderenti il rito cattolico romano e tutte le attività conformi ai canoni del diritto ecclesiastico che le riconosce la titolarità di parrocchia con funzioni coordinatrice del territorio di riferimento, per l’attuazione del piano pastorale.

I Padri della Missione s’insediarono al suo interno negli anni che seguirono la restaurazione degli ordini religiosi soppressi.
Oltre il 90% della struttura trecentesca, venne distrutta dai bombardamenti del 4 agosto del 1943.
Rimasta intatto il fonte battesimale ancor’oggi in esposizione all’ingresso ove pare sia stato battezato San Alfonso Maria de’Liguori, la facciata esterna mantiene il piperno bugnato, materiale assai utilizzato per il rivestimento esterno di molte chiese della zona, prime tra tutte e ad essa più vicina la chiesa di Santa Maria della Stella tenuta dai frati minimi sul promontorio appunto detto della “Stella”.
Anche se spoglia all’interno, con una complessiva visione di modernità, sono molteplici i riferimenti storici che le connotano bellezza e perduto splendore.

Fonti documentarie a parte, la storia di questa chiesa è andata perduta per sempre nel tempo soprattutto nell’impossibilità di rintracciare nel lontanissimo passato lo stesso materiale cartografico che per un lungo periodo ne ha custodito la memoria. La sua storia, questo va ricordato, s’intreccia e più spesso se ne confonde con la valle degli ipogei greci quale effettivamente s’è trovata ad esser tutta quanta l’area perimetrale del borgo.

La chiesa come tutte gli altri edifici storici presenti nel borgo, affonda le sue radici nella storia di questo pezzo di terra oggi noto come il Borgo Vergini o meglio quello che resta del Borgo dei Vergini, il quale in un tempo arcaico è stato arenile o fossato nel quale per naturale e spontanea formazione di tipo orografico andava cumulandosi dai dipluvi di Materdei e San Potito la massa di terreno alluvionale discendente anche dalla zona nord della città e dalle falde di Capodimonte.

Data l’inaccessibilità quindi, l’inivivibilità e di conseguenza l’impossibilità di primissimi insediamenti umani di realizzare sul luogo opere di fondazione, nelle epoche paleocristiane da fonti non certe, il borgo divenne di lotto in lotto una serie ininterrotta di spechi ricavati dal tufo e utilizzati per l’inumazione dei cadaveri e qui in questo borgo è stata accolta la sepoltura dei santi vescovi Aspreno, Agrippino e San Severo monaco e leggenda vuole conservate da queste parti anche i resti del santo Gennaro Martire oggi patrono della città di Napoli.

Ed è sulla notizia mai ufficialmente accettata della reale o presunta presenza delle reliquie del santo beneventano Gennaro martire che in tempi assai remoti venne a svilupparsi un pellegrinaggio di sorta intorno ad un’area cimiteriale a ridosso della quale tempo dopo verrà edificata una gran chiesa oggi ancora esistente.
Gli archivi della diocesi, il fondo monasteri soppressi, l’archivio storico di Stato, tutto il documentario cartaceo è concorde nell’ offrire alla ricerca senza vistose lacune, una panoramica storica più certa sui dettagli di questa chiesa che ad ogni modo è coinvolta nelle vicende di necropoli private pagane o d’ispirazione pagana, catacombe paleocristiane, cattedrali fortificate al rovescio, abbazie medievali, conventi e clausure dell’epoca della Controriforma e le abitazioni civili dei Marzano, dei Firrao, degli Spagnuolo e dei Carmignano fondatori, questi ultimi, a loro volta, delle chiese di San Nicola a Pozzo Bianco e Santa Margherita nei pressi di San Giovanni in Porta.

Nelle vedute seicentesche del borgo dei Vergini, la parrocchia santa Maria dei Vergini di Napoli, appare arretrata rispetto all’attuale quota stradale e tutt’intorno è ben visibile un’area di verde soprattutto nella già tipica usanza meridionale di realizzare giardini pensili o come si dice in gergo spazi di verde attrezzato a quota più apprezzata. Aree verdi ben inteso che presto verranno insediate dalle edificazioni gentilizie dei Traetto, i SanFelice, i De Liguri, il reggente Diego Lopez oltre all’innalzamento dei livelli stradali, la pavimentazione con lastricato sui vecchi sentieri rurali e via a via a sorgere tutt’intorno le chiese dei carmelitani di Santa Maria della Vita e degli Scolopi oggi di San Carlo all’Arena.

I censimenti a disposizione della ricerca danno per certo il numero dei residenti nel borgo in ventimila, quindicimila dei quali stremati dalla peste del 1656.
Molti degli appestati infatti troveranno soccorso nella parrocchia che fu per loro dapprima una sorta di lazzaretto e successivamente anche la loro tomba.
E’ del 1688 la certezza scritta e datata del nuovo incremento demografico dell’area dopo il risanamento e i registri della parrocchia annotano la stima di 6418 battezzati e vent’anni più tardi il numero salirà a quota 15.000. Sul finir degli anni novanta del seicento le strade vennero nuovamente ripavimentate, il tribunale della Fortificazione Acqua e Mattonata sollecitò la cittadinanza al contributo di ognuno dei residenti che fosse trovato in buona salute fisica nell’irrigimentare le acque piovane onde evitare che le alluvioni potessero come già ebbero fatto in passato nuovamente seppellire sotto terra le aule in uso alle abitazioni civili e la stessa parrochia.

La struttura è in gran parte settecentesca, mentre le sue origini sprofondano nel lontanissimo 1300, forse addirittura 1200.
Costruito nel 1326 un convento all’apice di una grotta, una sorta di sacro speco, utilizzata dai primi seguaci del cristianesimo nascente, la comunità popolosa dei fedeli di Porta di San Gennaro ivi vi trascinarono parte delle masserizie e delle reliquie, poi successivamente traslate altrove.

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Spazio note

(1) ASDNa, Visite pastorali. Card. Antonio Pignatelli, I, ff. 2 ss. [1688].
Estratto da:Chiesa dei Vergini di Emilio Ricciardi:http://www.fedoa.unina.it/1014/1/vergini_definitivo.pdf

Elementi bibliografici voce chiesa di Santa Maria dei Vergini

Libro Moderno Monografia NAP0206341
Descrizione La *chiesa di S. Maria dei Vergini / Emilio Ricciardi. – Napoli : [s.n.], 1998 (Napoli : Tipografia Galluccio). – 93 p. : ill. ; 21 cm.


Libro Moderno Monografia BVE0030318
Descrizione Una *chiesa del ’500 : S. Maria dei vergini in Napoli : storia ed arte. – Napoli : [s. n.], 1991 (Napoli : Tip. Laurenziana). – 56 p. ; 19 cm.

Libro Moderno Monografia LIAN040697
Descrizione *Coronella in onore del nome SS. di Maria sempre Vergine sotto il titolo di Madre di Misericordia che si venera nella Chiesa di S. Severo Massimo de’ RR.PP. Conventuali al Borgo delle Vergini…. – Napoli : Stamp. Pergeriana, 1795. – 15 cm., 24 p.

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